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30/05/16 - Chiamata al riuso alla candidata CHIARA APPENDINO

 

Chiara Appendino l’abbiamo incontrata il 19 aprile presso il suo comitato elettorale in Via Talucchi, 2.

 

È disponibile ad ascoltare e a raccontare, si mostra curiosa del progetto e passiamo i primi dieci minuti di conversazione a rispondere alla sue curiosità.
Fino a che, con naturalezza, comincia a esprimere il suo punto di vista sul tema del riuso:

 

Dall’impressione che ho, sensibilità sul tema del riuso ce n’è tanta, perlomeno nella nostra generazione. Per noi il tema dei rifiuti zero è cardine ed è strettamente collegato a quello del riuso. Il lavoro è su due fronti: da un lato all’origine nel cercare di creare meno rifiuti, agendo sugli imballi e così via. E poi al fondo della catena per far sì che quel prodotto non sia un rifiuto ma possa essere riutilizzato, e poi in ultima fase c’è il discorso della differenziazione.

 

Ci dilunghiamo un po’ a esplicitare il valore di Cit ma bôn dal nostro punto di vista, puntando soprattutto sul fatto che Cit ma bôn non ha niente a che fare con contenitori come quelli delle pile, poiché richiede l’attivazione di una relazione per funzionare, una mobilitazione di altre persone: ognuno di coloro che riceve la scatola, infatti, è chiamato a coinvolgere altri 9 vicini di casa, colleghi di lavoro, amici.

 

Accetto la sfida, secondo me ce la faccio, ce la facciamo. Usiamo questa come base. Sono curiosa e voglio sperimentare al nostro interno. Noi, ti dico, un po’ all’interno del Movimento facciamo già questa cosa, nel senso che capita che all’interno di quella che noi chiamiamo una sorta di mini-comunità in cui noi ci riconosciamo effettivamente. Uno magari scrive sul nostro gruppo facebook “abbiamo questi oggetti, a chi servono?” e ce li scambiamo poi tra di noi. Io l’ho fatto tantissimo con mia figlia perché io ho una bambina di 3 mesi e non ho comprato nulla. Devo dire che arriviamo da un periodo di consumismo ma adesso, anche con la crisi, si sta un po’ tornando indietro. Tutto questo poi si collega anche a tutti i temi ambientali che noi abbiamo in mente per arrivare ad una strategia il più possibile che tenda a rifiuti zero e quindi è chiaro che l’ottica del riutilizzo e riuso è lì.

 

A questo punto passiamo alle domande che abbiamo posto a ognuno dei candidati.

 

1. Ci racconti l'ultima occasione in cui hai ricevuto, regalato, comprato, recuperato un oggetto usato?

 

Ricevuto è molto semplice perché con la bimba - ha tre mesi - non ho comprato assolutamente nulla e anzi mi sono arrivate le cose che ha utilizzato mia sorella, mia cognata, mia cugina e anche persone che sono nel movimento.
Anche di recuperare un oggetto usato mi è capitato, circa cinque mesi fa – è brutto da dirsi ma è così – di fianco al cassonetto proprio sotto casa mia, una sedia molto bella e riutilizzabile. Ce la siamo presa e poi con mio papà, che ne è capace, l’abbiamo risistemata e riutilizzata in casa.
Per quanto riguarda l’acquisto, mio marito ha aperto un’attività e doveva riambientare una stanza in stile ‘900 e quindi per 4 mesi, tutti i weekend, siamo andati in giro per i mercatini dell’usato a cercare gli oggetti che ci servivano.

 

2. In casa hai pochi/tanti oggetti che non utilizzi da molto tempo?

 

Ne ho tanti. Io sono una che non butta mai niente, tanto che quando traslocai, tre anni fa, non ho avuto il coraggio di buttare via le cose, le ho messe in cantina dove continuano a stare. Quindi sì, ho parecchie cose che non utilizzo e bisognerebbe fare un po’ di pulizia!
In questi giorni, per esempio, volevamo tirare fuori delle racchette da tennis che non uso da una vita, sistemarle e regalarle, in modo tale che le possa utilizzare qualcun altro.

 

3. Riuso e riutilizzo per te cosa vogliono dire in concreto, potresti indicarci un'azione eccellente sul tema?

 

Sicuramente riuso e riutilizzo per me significano da un lato, un’attenzione particolare per il tema dell’ambiente e una politica a cui io tengo particolarmente che è rifiuti zero. Il che implica il fatto di riutilizzare il più possibile, dando valore agli oggetti che ne hanno, anche se il consumismo ci porta spesso a utilizzarli e poi buttarli via. Un’azione eccellente sul tema, cosa intendi?

Le iniziative legate al riuso sono spesso episodiche ed estemporanee. Allora noi stiamo chiedendo se invece tu sei a conoscenza di un’azione strutturata e continuativa su questo tema.

Una cosa sistematica e conosciuta sul territorio direi di no, non mi viene in mente. Ci sono tante occasioni, sicuramente, ci sono anche interventi di sensibilizzazione, però una cosa strutturale non mi viene in mente, che sia davvero diffusa e conosciuta. Quindi secondo me c’è ampio margine di miglioramento sul tema. C’è la tendenza ad autorganizzarsi, come facciamo noi, però in questo modo vai a intercettare quelle persone che sono già più sensibili, meno chi deve essere sensibilizzato.

 

4. Cit ma bôn vuole recuperare oggetti, richiede partecipazione e relazione tra persone, non è obbligatorio, pensi sia un sistema adatto per ottenere risultati significativi? Come proporresti di diffonderlo?

 

Sicuramente le relazioni sono fondamentali, idem la partecipazione perché permettono anche lo sviluppo di una consapevolezza andando a raggiungere anche quelle persone che non sono così sensibili. Se tu riesci ad innescare il circolo virtuoso per cui una persona si avvicina perché già sensibile e questa a sua volta si prende carico di avvicinare altre 9-10 persone e crea il circuito è chiaro che poi a macchia d’olio riesci a raccogliere e avvicinare più persone al tema. Come proporrei di diffonderlo? Mah, sicuramente ci vuole un sistema che incida anche sulle fasce da un lato più giovani – con le scuole secondo me bisogna lavorare molto – dall’altro c’è tutto il tema degli anziani.
Oggi non è facilissimo raggiungerli, tra l’altro sono persone che sicuramente molto spesso hanno anche oggetti in casa, come tutti. Bisognerebbe trovare un modo per andare a stimolarli. Ad esempio, ora che tu hai attivato me, io ho due nonne di 90 anni e le inserisco io nel sistema. Però immagino sia difficile di primo acchito trovare il modo di coinvolgere un anziano. Ho letto che a Torino il 31% della popolazione è over 65 e di questi se non ricordo male, il 75% è attivo, possono essere una risorsa da attivare.

 

Grazie di aver risposto alle nostre domande, grazie degli spunti per continuare una riflessione sul tema che per noi è quello del riuso come sistema che sia fondante della famosa economia circolare, di cui tanto si parla. Ti lasciamo un box che verremo a ritirare quando ci dirai tu.

 

Tra il 19 aprile e il 20 maggio abbiamo incontrato: Giorgio Airaudo, Chiara Appendino, Guglielmo Del Pero, Pier Carlo Devoti, Piero Fassino, Alberto Morano, Marco Rizzo, Roberto Rosso. Per leggere tutte le interviste clicca qui.


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