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Acqua in bocca: vi abbiamo venduto l'acqua! PDF Stampa E-mail

di Rosaria Ruffini

(Docente di teatro allo IUAV di Venezia)

Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola,
sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il governo
Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione
dell'acqua pubblica.


Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro
Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere
sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.

Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un
bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali
internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali). Già a
Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di
aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda
le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.

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Il denaro "pesa" più dell’acqua! PDF Stampa E-mail

 

Lettera di Padre Alex Zanotelli

E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua.

Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:

a) L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;

b) Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data

del 31 dicembre 2011.

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Stranitalia: giù le mani dall'Acqua PDF Stampa E-mail
Dal mensile dellaFilcem CGIL "Lo Spartiacque" 
Stranitalia: giù le mani dall'Acqua 
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Intervento di Paolo Rumiz PDF Stampa E-mail
17/03/2009 14:17:09 - 406 letture

ACQUA BENE COMUNE: storia, civiltà, vita
Facoltà di scienze politiche
12 marzo 2009
Intervento Paolo Rumiz

E' un peccato che non possa parlarvi a voce.
Solo a voce avrei potuto comunicarvi l'urgenza, la rabbia e l'indignazione legate al tema primordiale dell'acqua.
Sono un professionista della parola scritta, ma so che solo il racconto orale sa trasmettere sentimenti forti.
Questo scritto è dunque solo un ripiegamento, dovuto a forza maggiore.

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Controforum in Turchia PDF Stampa E-mail
Contro forum di Istambul: il giorno dei movimenti internazionali
COMUNICATO STAMPA


Oggi, 19 marzo, si presenta come uno degli appuntamenti più significativi per il Forum Alternativo dell’Acqua, ad Istambul dal 12 al 22 marzo: l’”International Day” , la giornata d’iniziativa internazionale.
La mattina alle 11 è prevista la conferenza stampa durante la quale le centinaia di movimenti, organizzazioni e reti continentali in difesa dell’acqua riuniti in Turchia per contestare la legittimità del Forum ufficiale, presenteranno le proposte sorte dalle giornate di seminari comuni attraverso una rappresentanza di cinque persone, una per continente. In particolare, verranno denunciate le pratiche repressive del governo turco durante le giornate dei vertici mondiali; verrà dichiarata l’illegittimità del World Water Forum; verrà chiesto ufficialmente ai governi di disconoscere il World Water Forum.

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La scoperta dell'acqua cara - Emanuele Fantini PDF Stampa E-mail

La legge finanziaria riaccende la polemica sulla privatizzazione dell’acqua.

L’opposizione tra enti pubblici inefficienti e imprese a caccia di profitti nasconde problemi più complessi ed il disagio delle comunità locali che perdono il controllo del territorio. Servono nuove regole ed investimenti per promuovere un diritto fondamentale dei cittadini.  La goccia che ha fatto traboccare il vaso è un distillato della legge 133 del 6 agosto 2008, con cui il Parlamento ha approvato la Finanziaria di Berlusconi e Tremonti: l’articolo 23 bis, “per favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza” obbliga i comuni a bandire entro il 2010 una gara per assegnare a “imprenditori o società in qualunque forma costituite” la gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica. Quelli idrici sono gli unici citati esplicitamente, alimentando così i sospetti di chi considera l’art 23 bis il grimaldello con cui si cerca di scardinare la resistenza degli amministratori locali e dei movimenti della società civile che da anni si battono contro la privatizzazione dell’acqua.

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Gli Enti Locali si mobilitano contro la privatizzazione dell'acqua PDF Stampa E-mail
La Stampa, 25-11, Carlo La Valle


Erano agguerriti i sindaci e gli assessori riuniti a Roma il 21 novembre nella sala della Pace della Provincia per dar vita alla costituzione del Coordinamento nazionale degli enti locali per l'acqua pubblica.

Rappresentano centinaia di migliaia di cittadini che da Castellammare di Stabia ad Aprilia, città dove si è dato appuntamento il Secondo Forum italiano dei movimenti per l'acqua (22-23 novembre), dall'agrigentino all'area dell'astigiano, formano comitati civici e aprono vertenze sul territorio per contrastare il passo all'incedere della privatizzazione del servizio idrico. Così il conflitto sull'acqua in Italia comincia a mostrare proporzioni rilevanti ed implicazioni inedite.
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Bolletta ACEA: chiesto un aumento del 6% PDF Stampa E-mail


Appello ai sindaci e ai consigli comunali per bloccare il caro acqua


Crisi idrica, acqua all'arsenico, fognature fatiscenti. Al vero sfacelo
nella gestione del sistema idrico integrato nella provincia di Roma, l'Ato 2
e Acea rispondono chiedendo ai sindaci di aumentare la bolletta. Non importa
se siamo alle soglie della peggiore crisi finanziaria dal dopoguerra ad
oggi; non importa se la salute dei cittadini viene messa a rischio con acqua
contaminata da arsenico ed altri metalli. Al gestore privato interessa solo
fatturato, tariffa e profitti da mettere a bilancio. Questo è il risultato
della privatizzazione della nostra acqua.

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